MODIFICHE PROCEDURE ESECUTIVE E CONCORSUALI

Il Decreto ha altresì modificato talune disposizioni del codice di procedura civile e della Legge Fallimentare, con l’obiettivo di accelerare le procedure esecutive e le procedure concorsuali in generale.

Le principali modifiche apportate dal Decreto sono le seguenti:

La riduzione dei termini per la proposizione delle opposizioni nelle procedure esecutive. Tali opposizioni diventano, infatti, inammissibili se proposte dopo che è stata disposta la vendita o l’assegnazione, salvo che l’opposizione sia fondata su fatti sopravvenuti ovvero l’opponente dimostri di non averla potuta proporre tempestivamente per cause a lui non imputabili.

La riduzione dei tempi per la vendita dei beni pignorati. La riforma ha limitato a tre il numero dei possibili tentativi di vendita e ha altresì conferito più ampi poteri ai giudici di disporre la chiusura anticipata delle procedure esecutive.

La facoltà per i giudici di ridurre il prezzo base degli immobili pignorati fino al 50% del precedente prezzo base dopo il quarto tentativo di vendita andato deserto.

Il diritto dei potenziali offerenti di esaminare i beni in vendita entro quindici giorni dalla presentazione di un’apposita richiesta mediante il portale delle vendite pubbliche. La riforma tutela anche la riservatezza dell’identità degli offerenti, prevedendo che essa non può essere resa nota a persona diversa dal custode del bene per il quale si procede in via esecutiva. L’esame dei beni dovrà inoltre svolgersi con modalità idonee a garantire la riservatezza dell’identità degli interessati e ad impedire che essi abbiano contatti tra loro.

La facoltà offerta a ciascun creditore di richiedere, nel termine di dieci giorni prima della data dell’udienza fissata per la vendita del bene pignorato, l’assegnazione del bene anche a favore di un terzo. In tal caso, il creditore che è risultato assegnatario del bene dovrà designare il terzo entro cinque giorni dalla vendita del bene e dovrà altresì depositare in tribunale la dichiarazione del terzo di volerne profittare.

Un ampliamento dei poteri del custode dell’immobile pignorato per l’attuazione dei provvedimenti di liberazione degli immobili secondo le disposizione del giudice dell’esecuzione immobiliare.

In caso di fallimento o concordato preventivo, la possibilità per il giudice delegato di condurre le adunanze dei creditori per via telematica quando ciò sia giustificato dal numero dei creditori e dall’entità del passivo e purché siano salvaguardati il contraddittorio e l’effettiva partecipazione dei creditori.

L’introduzione di un registro elettronico per le procedure esecutive immobiliari, concorsuali e preconcorsuali. Il Ministero della Giustizia sarà responsabile della tenuta del registro che sarà accessibile dalla Banca d’Italia, la quale utilizzerà i dati e le informazioni in esso contenuti nello svolgimento delle sue funzioni di vigilanza, a tutela della sana e prudente gestione degli intermediari vigilati e della stabilità complessiva del sistema.

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