GLOSSARIO

Ammortamento

Procedura finalizzata a ottenere, in caso di smarrimento, distruzione o sottrazione della

polizza, un duplicato della polizza stessa.

Asta

Vendita al miglior offerente, effettuata secondo formalità previste dalla Legge, dei beni non riscattati dal Prestatario.

Broker Assicurativo

Il broker assicurativo è un professionista il cui compito è quello di mediare tra le compagnie di assicurazioni e i propri clienti e ha generalmente lo scopo di reperire sul mercato le soluzioni assicurative rispondenti alle esigenze di coloro che si affidano al suo servizio. Solitamente, una rilevante forza contrattuale e una vasta offerta di servizi sono le sue caratteristiche salienti.

Il servizio fornito prevede un’analisi preliminare del rischio da assicurare, allo scopo di fornire una copertura su misura, e la conseguente ricerca delle condizioni più idonee per il cliente, ricerca basata prevalentemente sulla conoscenza del mercato assicurativo (italiano ed estero) e la capacità di negoziare con le compagnie.

Si occupa infine della gestione delle polizze assicurative stipulate: dalla negoziazione, alla disdetta, all’eventuale sinistro. È remunerato (sulla base di accordi di libera collaborazione) dalle compagnie, mediante provvigioni commisurate ai premi intermediati o in alternativa mediante una fee pagatagli direttamente dal Cliente.

Il Decreto Legislativo 209/2005, recependo la Direttiva Comunitaria 2002/92/CEE sull’Intermediazione, ha istituito il nuovo Codice delle Assicurazioni Private, che sostituisce tutta la precedente normativa relativa al settore delle assicurazioni. Il 16 ottobre 2006 l’ISVAP (Organismo di vigilanza delle assicurazioni private, sostituito nel 2012 dall’IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni) ha emanato il regolamento n. 5 relativo alla figura dell’intermediario assicurativo, stabilendo le regole di accesso all’attività, le norme di comportamento, gli ambiti di competenza e i requisiti per poter operare. Successivamente, tale regolamento è stato modificato e integrato dal provvedimento n. 2720 del 2 luglio 2009. Il Codice raggruppa tutta la normativa in tema di assicurazioni, tra cui la definizione e la regolamentazione dell’attività degli intermediari.

Dal punto di vista degli operatori, è stato stabilito che, chiunque – persona fisica o giuridica – intenda svolgere attività assicurativa e di intermediazione di polizze, debba essere iscritto al “Registro Unico elettronico degli Intermediari assicurativi e Riassicurativi” (RUI), curato direttamente dall’IVASS e suddiviso in 5 sezioni:

Sezione A: agenti assicurativi;

Sezione B: broker;

Sezione C: produttori diretti;

Sezione D: banche, sim, intermediari finanziari e Poste Italiane;

Sezione E: addetti all’attività d’intermediazione operanti per conto dell’intermediario iscritto nelle sezioni A, B e D, ma al di fuori dei suoi locali.

Il Legislatore ha poi fissato le regole di comportamento che gli intermediari devono rispettare nell’esercizio dell’attività, nello spirito di garantire la massima tutela dell’assicurato. Sono state pertanto introdotte norme che garantiscano l’integrità dell’intermediario, obblighi di natura patrimoniale, di aggiornamento professionale e di informativa pre-contrattuale.

Un’azienda che intenda iscriversi alla sezione B del RUI deve:

avere la sede legale in Italia;

non essere assoggettata a procedure di fallimento, concordato preventivo, amministrazione straordinaria o liquidazione coatta amministrativa;

non essere sottoposta ai divieti e decadenze previste dalla normativa antimafia;

avere affidato la responsabilità dell’attività di intermediazione ad almeno una persona fisica iscritta nella sezione del registro al quale la medesima chiede l’iscrizione. Nelle società iscritte nella sezione del registro di cui all’articolo 109, comma 2, lettera b), il rappresentante legale e, ove nominati, l’amministratore delegato e il direttore generale devono essere iscritti nella medesima sezione del registro;

deve altresì avere stipulato la polizza di assicurazione della responsabilità civile professionale di cui all’articolo 110, comma 3, per l’attività di intermediazione svolta dalla società, dalle persone fisiche di cui al comma 2, nonché per i danni arrecati da negligenze, errori professionali e infedeltà dei dipendenti, dei collaboratori o delle persone del cui operato deve rispondere a norma di legge.

Commissioni d’asta

Somma dovuta dal titolare della polizza di pegno a seguito della vendita in asta del bene oggetto della polizza sottoscritta e applicabile solo nel caso in cui vi sia un sovrapprezzo derivante dalla differenza tra quanto dovuto al Prestatore dal titolare della polizza di pegno e quanto corrisposto al Prestatore dall’acquirente del bene in fase d’asta.

Custodia del bene ricevuto in pegno

In rapporto al pegno, il creditore occupa una posizione corrispondente a quella di un depositario (art. 2790 c.c.); non può usarla, salvo che l’uso sia necessario per la sua conservazione (art. 2792 c.c.). Se la cosa è consegnata ad un terzo, incomberà su questo, con esclusione del creditore pignoratizio, l’obbligazione di custodirla finché il credito non sia scaduto, per poi restituirla al costituente o consegnarla al creditore, a seconda che il credito garantito sia stato o non sia stato adempiuto.

 

Diritti d’asta

Commissione corrisposta dall’acquirente del bene in asta al Prestatore in fase di pagamento del corrispettivo, a seguito dell’aggiudicazione del bene.

 

Diritto di pegno immobiliare

E’ un diritto reale limitato, mediante il quale viene garantita una determinata pretesa, di regola derivante da un prestito: a questo scopo viene istituito un pegno su un immobile. Se il debitore non adempie la prestazione alla scadenza, il creditore ha il diritto di rifarsi sulla vendita dell’immobile.

 

Interessi di mora

Interessi dovuti per il periodo di ritardato pagamento.

Istituti di Pagamento

Il 1° marzo 2010 è entrato in vigore il D.Lgs. N° 11 del 27 Gennaio 2010, che recepisce la direttiva europea 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno (Payment Service Directive – PSD) che nel contesto di forte evoluzione dei sistemi di pagamento europei determinato dall’avvio della SEPA (Single Euro Payments Area, l’area unica dei pagamenti in euro), regolamenta il settore dei servizi di pagamento e introduce la novità degli Istituti di Pagamento.

La suddetta regolamentazione sul tema dei pagamenti nel Mercato Unico è finalizzata a incrementare la concorrenza tra gli operatori, istituire nuovi standard e aumentare la trasparenza per i soggetti interessati. La PSD disciplina unicamente i pagamenti elettronici non comprendendo le forme di pagamento con contanti, assegni o altro.

Il testo unico delle leggi in materia bancaria e creditizia Dlgs 1° settembre 1993, n. 385 (TUB) così come modificato dal D.lgs. 11/2010 definisce “istituti di pagamento”: le imprese, diverse dalle banche e dagli istituti di moneta elettronica, autorizzate a prestare i servizi di pagamento quali: servizi che permettono di depositare il contante su un conto di pagamento, servizi che permettono prelievi in contante da un conto di pagamento, esecuzione di ordini di pagamento, incluso il trasferimento di fondi su un conto di pagamento presso il prestatore di servizi di pagamento dell’utilizzatore o presso un altro prestatore di servizi di pagamento.

La Banca d’Italia ha emanato due provvedimenti attuativi delle disposizioni introdotte nel Tub dal D.lgs. 11/2010. Il primo, “Disposizioni di vigilanza per gli istituti di pagamento” abilita una nuova categoria di operatori (gli istituti di pagamento appunto, o payment service provider) all’offerta dei servizi di pagamento all’interno dell’Unione Europea, e il secondo “Disposizioni in materia di trasparenza delle operazioni e dei servizi bancari e finanziari. Correttezza delle Relazioni tra intermediari e clienti” che ridefinisce l’offerta dei servizi di pagamento al cliente finale rendendola più trasparente.

Gli Istituti di Pagamento sono autorizzati alla prestazione dei servizi di pagamento di cui all’art. 1, comma 1, lett. b, del d.lgs. 27 gennaio 2010, n. 11 e s.m.i., costituente attuazione della direttiva 2007/64/CE relativa ai servizi di pagamento nel mercato interno, “PSD”, indicati di seguito:

Servizi che permettono di depositare il contante su un conto di pagamento nonché tutte le operazioni richieste per la gestione di un conto di pagamento;

Servizi che permettono prelievi in contante da un conto di pagamento nonché tutte le operazioni richieste per la gestione di un conto di pagamento;

Esecuzione di ordini di pagamento, incluso il trasferimento di fondi, su un conto di pagamento presso il prestatore di servizi di pagamento dell’utilizzatore o presso un altro prestatore di servizi di pagamento:

Esecuzione di addebiti diretti, inclusi addebiti diretti una tantum;

Esecuzione di operazioni di pagamento mediante carte di pagamento o dispositivi analoghi;

Esecuzione di bonifici, inclusi ordini permanenti;

Esecuzione di operazioni di pagamento quando i fondi rientrano in una linea di credito accordata ad un utilizzatore di servizi di pagamento:

Esecuzione di addebiti diretti, inclusi addebiti diretti una tantum;

Esecuzione di operazioni di pagamento mediante carte di pagamento o dispositivi analoghi;

Esecuzione di bonifici, inclusi ordini permanenti;

Emissione e/o acquisizione di strumenti di pagamento.

Gli Istituti di Pagamento offrono soluzioni sicure di pagamento per le seguenti aree di attività: Marketplace Internet; Commercio Elettronico; Crowfunding; Prestito tra Privati; Compliance; Reporting Regolamentare; Back Office Gestionale; API di Pagamento.

 

Istituto di Vigilanza Privata

Un istituto di vigilanza privata, in Italia, indica un ente privato che opera nel campo della vigilanza privata.

Essi impiegano allo scopo particolari soggetti, detti guardie particolari giurate. Al 2010 nel paese si contavano 966 istituti e circa 40.000 uomini

Tali istituti devono essere dotati di apposita licenza rilasciata dalla prefettura competente. A seguito della decisione della VI Sezione del Consiglio di Stato, n. 5052, del 17 ottobre 2008, i cui dettami furono recepiti dal decreto legge 8 aprile 2008, n. 59 poi convertito con legge 6 giugno 2008, n. 101, sono state modificate alcune condizioni.

Tra le disposizioni legislative principali, che regolano la disciplina e l’attività di tali enti sono:

Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza; (Regio Decreto 18 giugno 1931 n. 773, artt. 133 a 141)

Legge 19 marzo 1936, n. 508 (“Conversione in legge del Regio Decreto-Legge 26 settembre 1935 – XIII n. 1952, concernente la disciplina del servizio delle guardie particolari giurate“) (artt. 1 a 6);

Regio decreto legge 12 novembre 1936, n. 2144 (“Disciplina degli istituti di vigilanza privata)”; (artt. 1 a 6);

Regolamento per l’esecuzione del Testo Unico delle Leggi di Pubblica sicurezza, approvato con Regio Decreto del 6 maggio 1940, (artt. 249 a 260);

Decreto del del 1º dicembre 2010 269.

In base al decreto del Ministero dell’interno 3 febbraio 1998, n. 332, allegato IV, gli istituti che utilizzino furgoni per servizio di trasporto valori sono obbligati ad essere equipaggiati di un dispositivo di segnalazione luminoso approvato (lampeggiante di colore arancione), e di un dispositivo di allarme acustico, con tonalità diversa dai veicoli di emergenza comuni.

Il D.M. 269/2010 ha apportato alcune modifiche circa i requisiti minimi necessari richiesti per la direzione di un istituto di vigilanza. La circolare del Ministero dell’Interno n. 557 del 22 gennaio 2007 ha poi dettato direttive circa l’utilizzo e la dotazione di autoveicoli da parte degli istituti. Il decreto del Ministero dell’interno 25 febbraio 2015, n. 56 ha modificato i requisiti minimi e le capacità tecniche necessari per la direzione degli istituti.

Gli Istituti di Vigilanza Privata mettono anche a disposizione alcune strutture di sicurezza per la custodia di beni e valori della propria clientela.

I caveau rappresentano la soluzione naturale a tutte le esigenze di custodia e sicurezza di valori e beni di qualunque tipo, dimensione e valore tramite un servizio altamente specializzato. Continuamente sotto il controllo di sofisticati sistemi antintrusione e antiscasso, il caveau è sorvegliato per 365 giorni all’anno dal personale in servizio. Orari flessibili di accesso ai locali di sicurezza e disponibilità di depositi di varie dimensioni (dalla cassetta alla stanza) completano un’offerta funzionale alle esigenze di sicurezza della clientela.

Una speciale polizza assicurativa, valida per tutta la durata del deposito tutela il cliente a 365°. La stipula del contratto è personalizzata in funzione dell’importo dichiarato.

 

Marketplace

I marketplace sono in generale il luogo reale o metaforico in cui avvengono degli scambi commerciali. Nella lingua italiana i marketplace servono tuttavia ad indicare i siti Internet di intermediazione per la compravendita di un bene o un servizio; in altre parole il marketplace, che in lingua inglese significa “luogo di mercato”, è un mercato online in cui sono raggruppate le merci di diversi venditori o diversi siti web. L’esempio più noto di marketplace, anche se anomalo, per il suo tipo di vendita è eBay che oltre al normale sistema di vendita offre anche la modalità asta.

In base alla tipologia di prodotto si distinguono in:

verticali: offrono un’unica tipologia di prodotto, specializzandosi anche nei prodotti di nicchia di questo settore;

orizzontali: offrono prodotti e servizi di diverso tipo.

In base agli operatori che partecipano:

Consumer to consumer (C2C) in cui utenti privati interagiscono tra loro ed effettuano transazioni commerciali, in genere questo tipo di marketplace non offre garanzie agli utenti, che si affidano spesso ad un sistema di feedback per sapere in anticipo l’attendibilità della controparte

Business to consumer (B2C) in cui una o più aziende offrono cataloghi di prodotti alla comunità di frequentatori, questo tipo di marketplace ricordano i grandi centri commerciali (Mall). A differenza del precedente tipo, qui gli utenti hanno garanzie superiori, supportate da sistemi di pagamento sicuri e certificazioni di qualità.

Business to business (B2B) questa tipologia di marketplace ha lo scopo di mettere in contatto aziende manifatturiere o industriali con aziende commerciali. La merce trattata è in genere per grandi stock, soprattutto container. È il canale alternativo principale per le transazioni commerciali internazionali. Anche qui, gli utenti sono tutelati dai gestori dei portali, che filtrano i pagamenti e garantiscono la consegna del prodotto. I marketplace B2B vengono frequentati da intermediari ed infobrokers che mettono in contatto compratori e venditori ricevendo un corrispettivo per l’intermediazione.

Mediatore Creditizio

Il mediatore creditizio è la figura che mette in contatto istituti di credito, banche o intermediari finanziari, con la potenziale clientela interessata all’accesso al credito sotto qualsiasi forma, come per esempio: finanziamenti a privati e alle imprese, cessioni del quinto dello stipendio, mutui, leasing, prodotti assicurativi, prestito su pegno.

I Mediatori possono raccogliere le richieste di finanziamento sottoscritte dai clienti, svolgere una prima istruttoria per conto dell’intermediario erogante e inoltrare tali richieste a quest’ultimo (cfr. art. 13 del D.Lgs. n. 141/2010).

È mediatore creditizio il soggetto che mette in relazione, anche attraverso attività di consulenza, banche o intermediari finanziari previsti dal Titolo V del TUB con la potenziale clientela per la concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma (cfr. art. 128-sexies, comma 1, del TUB).

Gli stessi possono svolgere esclusivamente l’attività appena indicata, nonché attività connesse o strumentali alla stessa e quelle definite compatibili dalla normativa (cfr. artt. 128-sexies, comma 3, del TUB e 17, comma 4-quater, del D.Lgs. n. 141/2010).

I Mediatori creditizi svolgono la propria attività senza essere legati ad alcuna delle parti da rapporti che ne possano compromettere l’indipendenza (cfr. art. 128-sexies, comma 4, del TUB).

Si ricorda, inoltre, come l’attività di consulenza, finalizzata alla messa in relazione di banche o intermediari finanziari con la potenziale clientela al fine della concessione di finanziamenti sotto qualsiasi forma, integra attività di mediazione creditizia, come tale soggetta a tutti i vincoli di legge.

Per esercitare nei confronti del pubblico l’attività di Mediazione creditizia è necessario ottenere l’iscrizione in un apposito Elenco tenuto dall’OAM, previo possesso dei requisiti previsti dalla legge.

Secondo quanto previsto dal D.Lgs. 141 e dall’OAM, l’iscrizione all’apposito elenco, obbligatoria per esercitare l’attività, è subordinata al possesso di precisi requisiti:

forma societaria di capitali quale Società per Azioni, Società in accomandita per azioni, Società a responsabilità limitata o Società cooperativa (l’esercizio della professione non è più consentito ad una persona fisica o a società di persone)

sede legale e amministrativa in Italia

l’oggetto sociale deve prevedere l’esercizio dell’attività di mediazione creditizia in via esclusiva (oltre alle attività connesse, strumentali e compatibili previste dalla normativa ai sensi dell’art. 17, comma 4-quater, del D.Lgs. n. 141/2010)

possesso dei requisiti di onorabilità ai sensi dell’art. 15 del D.Lgs. n. 141/2010

possesso dei requisiti di professionalità, compreso il superamento di un apposito esame

versamento del capitale sociale non inferiore a quello previsto per le società per azioni dall’art. 2327, così come modificato dall’art. 20, comma 7, D.L. n. 91/2014 convertito in legge n. 116/2014 del codice civile (Euro 50.000,00).

stipula di una polizza di assicurazione di responsabilità civile per i danni arrecati nell’esercizio dell’attività derivanti da condotte proprie o di terzi del cui operato la società risponde a norma di legge.

La figura del mediatore creditizio riscuote notevole successo negli ultimi anni, in virtù della necessità di affidarsi ad un professionista esperto in prestiti e finanziamenti di qualsiasi genere. Il mediatore creditizio deve seguire specifiche norme per operare secondo la legge e non dipende da una banca o da un istituto di credito, nè tanto meno dal cliente privato.

Proprio operando in piena autonomia (e non a favore di nessuna delle due parti, erogante e/o erogato, il mediatore creditizio deve scegliere fra le varie soluzioni disponibili sul mercato riferendosi alle opportunità del cliente ed alle garanzie da esso offerte.

Una banca può proporre un mutuo di una certa soglia, con spread bloccato per tot anni e interessi molti bassi: il mediatore proporrà questa alternativa a quel cliente che cerca un finanziamento per acquistare la prima casa e che magari copra l’80% del valore immobiliare. Qualora il mediatore dovesse fare gli interessi dell’istituto di credito non sarebbe più un professionista che opera autonomamente, ma un funzionario alle dipendenze dell’ente creditizio.

Compito del mediatore sarà quindi quello di valutare i prodotti finanziari delle banche proponenti e di attenersi il più possibile alle richieste del cliente: aiuterà quest’ultimo affinché ottenga il prestito e consentirà agli istituti di credito di far conoscere presso il pubblico le soluzioni finanziarie studiate per i privati. Clienti del mediatore creditizio possono essere banche e privati, ma anche imprese per lo svolgimento dell’attività imprenditoriale.

Pegno

Garanzia a favore del Prestatore costituita su beni mobili del Cliente consegnati al Prestatore.

Perito Estimatore – Criterio e Metodo di Stima

Perito: colui che per la sua esperienza e professionalità è chiamato ad eseguire una perizia.

E’ chiamato perito quando opera espressamente per incarico del giudice in materia penale.

Consulente tecnico: colui che per la sua esperienza e professionalità assume un incarico

paragiudiziario nella stesura di una perizia. In una causa civile, il giudice può affidare l’incarico ad un perito che prende il nome di Consulente Tecnico d’Ufficio (C.T.U.).

Stimatore: colui che per la sua esperienza e professionalità è chiamato ad eseguire una stima.

Perizia: stima e giudizio fatto da un perito; consulenza e relazione predisposte dal perito.

Stima: assegnazione del valore ad un bene.

Valore: prezzo in moneta attribuito al bene.

Correttezza

L’esperto (perito, consulente e stimatore) deve evitare ogni comportamento e azione che possano pregiudicare la dignità della professione.

Autonomia e probità

L’esperto deve conservare un’indipendenza assoluta respingendo ogni tentativo di condizionamento od influenza di qualsiasi natura.

L’esperto si fa obbligo di non ricevere dalle parti o dai terzi, direttamente o indirettamente, alcun regalo, presente, favore o vantaggio qualsiasi o altra remunerazione che non sia quella da lui ufficialmente chiesta per onorari, spese ed esborsi.

Imparzialità

L’esperto, nello svolgimento della prestazione, deve assumere un comportamento obiettivo.

Nel caso di operazione peritale, qualora intenda tentare una conciliazione tra le parti, l’esperto non deve aver avuto relazioni amichevoli o interessi comuni con una delle parti, fatto salvo di aver preventivamente ottenuto il consenso di merito.

Responsabilità

L’esperto procede personalmente alle operazioni peritali. Non può farsi sostituire da un terzo.

Tuttavia, per certe operazioni materiali, può farsi assistere da aiutanti o da collaboratori che operano sotto le sue direttive e sotto il suo controllo e responsabilità.

L’esperto che ha accettato una missione è tenuto a compierla fino a completa esecuzione. Se, tuttavia, nel corso della perizia egli è impedito da un avvenimento di forza maggiore o da un motivo legittimo, egli ne informa le parti, i loro consulenti e l’autorità che lo ha designato, facendo loro conoscere il motivo dell’impedimento. Egli faciliterà il compito del suo successore nel miglior modo possibile.

Il perito ha l’obbligo di risarcire i danni derivanti da un errore nella prestazione. Al fine di poter soddisfare l’eventuale richiesta di indennizzo, può stipulare idonea polizza assicurativa.

Segreto professionale

L’esperto mantiene il riserbo più assoluto sulle notizie e informazioni ottenute nel corso della sua perizia, salvo se altrimenti previsto dalla legge o disposto dall’autorità giudiziaria.

Competenza professionale

L’esperto deve essere dotato delle nozioni fondamentali che sono alla base della professione di perito nell’ambito della categoria XII (aspetti tecnici, legali e commerciali). Va sottolineata la necessità che, oltre alla scuola dell’obbligo, il perito abbia compiuto un ciclo di studi successivo di almeno 2 anni con superamento di prova finale, oltre ad aver seguito corsi e/o svolto attività pluriennali nel settore di riferimento.

Con riguardo alla competenza, è richiesto sempre un esame, generale di settore e specifico della sub-categoria richiesta, per l’accesso nel ruolo dei periti ed esperti.

Per garantirsi i necessari livelli di competenza, il perito cura costantemente la propria formazione e il proprio aggiornamento professionale.

L’esperto non deve accettare incarichi professionali in materie in cui non abbia competenza o iscrizione specifica nella sua categoria e sub-categoria.

Prima di effettuare una stima o una perizia occorre conoscere alcuni elementi base relativi alle finalità che ne determinano l’utilizzo e che dovranno essere chiaramente indicate all’atto della perizia.

Tra le finalità più importanti si possono citare le seguenti:

verifica qualitativa dell’autenticità e dello stato di conservazione dell’oggetto

valutazione per verifica di un prezzo dopo l’acquisto

valutazione a scopo assicurativo

valutazione per realizzo di beni tramite commercianti o aste pubbliche

valutazione di beni provenienti da eredità (beni ereditari e loro divisioni, eredità giacente)

valutazione per liquidazione danni da parte dell’assicurazione

valutazione per incarico del Tribunale, Dogana ed Enti diversi.

Relazione di perizia

E’ utile predisporre un modulo di richiesta della perizia, da far compilare all’utente prima di svolgere la perizia.

Tale modulo deve comprendere i dati del richiedente e l’informativa per la privacy.

La relazione di perizia va condotta con senso di analisi, di sintesi, di critica, di logica e di deduzione, unitamente alla competenza tecnica.

La relazione di perizia comporta la descrizione tecnica dettagliata dell’oggetto e l’eventuale valore.

Quando detta perizia è redatta per iscritto deve contenere i seguenti requisiti minimi:

– l’intestazione del perito (cognome, nome, indirizzo)

– qualifiche professionali e settore di specializzazione

– la data e luogo di emissione

– numero progressivo della perizia

– l’oggetto della perizia

– finalità della perizia

– cognome e nome del richiedente

– la descrizione dell’oggetto oggetti con il relativo valore

– le caratteristiche tecniche rilevate e la documentazione allegata

– valore

– la firma e timbro.

Tipologia dei valori

Valore di vendita al dettaglio:

è quel valore che corrisponde al prezzo medio di vendita al pubblico.

Valore di realizzo:

è quel valore reale corrispondente alla monetizzazione del bene (valore applicato in caso di vendita immediata del bene o in caso di beni provenienti da eredità).

Valore commerciale:

è quel valore che rende evidente il valore di scambio nel quale si identifica il valore di mercato (scambio fra commercianti)

Valore intrinseco:

è quel valore che è pari al corrispettivo in moneta; esempio, il valore intrinseco di una moneta aurea è uguale all’oro fino contenuto moltiplicato per la quotazione del giorno (ossia il valore dell’oggetto, privo di ogni ricarico commerciale).

Valore oggettivo:

è quel valore che fa convergere la convenienza del compratore con quella del venditore, determinando il prezzo o ricavo monetario.

Perizia di stima (in genere riferito ad un immobile o ad un compendio immobiliare) consiste in un elaborato composto da un testo articolato, con parti numeriche, nonché grafici ed immagini, redatta al fine di rappresentare una completa ed esaustiva descrizione del bene stimato e valutarne, di conseguenza, la sua natura economica-commerciale.

Nella perizia di stima sono riportate tutte le caratteristiche intrinseche ed estrinseche del bene (struttura portante, materiali, ubicazione, carico di resistenza, valori termici, estremi della concessione edilizia, estremi di identificazione catastale, certificati di agibilità o di abitabilità , età dalla sua realizzazione, qualità delle rifiniture, servizi pubblici in zona, ecc.)

È indicato inoltre la scelta e la rappresentazione del metodo di stima e del criterio di stima utilizzati.

Criterio di stima

La parola criterio, che deriva dal latino “criterium“, è da sempre in relazione con il verbo “distinguere“, “giudicare” e pertanto non a caso è introdotta nel contesto della stima, per la scelta del giudizio: in questo specifico caso di tipo economico. Per meglio capire cosa si intende per “criterio di stima” basta considerare un semplice esempio sotto riportato.

Una pietra preziosa ha diverse caratteristiche proprie come: il colore, la purezza, la durezza del materiale, la dimensione, la sua natura chimica, le sue sfumature cromatiche, la sua geometria, il peso specifico ecc.

Scegliere il criterio di stima equivale a fermarsi su una sola o su alcune di queste caratteristiche poiché difficilmente risulta possibile la valutazione generale del bene, considerando rigorosamente tutti gli aspetti di questo e all’interno di un unico quadro generale, spesso molto eterogeneo e complesso.

Alcuni pregi del materiale potrebbero essere considerati persino aspetti negativi, dato l’uso finale della pietra; il peso ponderato di un singolo aspetto potrebbe facilmente falsificare il giudizio finale della stima.

Anche il metodo di stima è spesso identificato dai criteri di stima che – per quanto vasta sia la fantasia umana – sono tutti riconducibili, secondo la migliore dottrina, in:

1.criterio del valore di mercato;

2.criterio del valore di costo (o di produzione);

3.criterio del valore di surrogazione (o di sostituzione);

4.criterio del valore di trasformazione;

5.criterio del valore complementare.

In alcune pubblicazioni è citato, tra il criterio di stima, anche la capitalizzazione del reddito, tuttavia un’attenta riflessione porta a considerare che tale aspetto è semplicemente riconducibile a precise operazioni di matematica-finanziaria, basate su stime precedenti (come la valutazione del canone di locazione, la valutazione del reddito ecc.).

Metodo di stima

Il metodo di stima non è altro che il modello pratico, utilizzato per redigere la perizia di stima e cambia a seconda del criterio di stima adottato. La perizia di stima, definita anche perizia stragiudiziale si conclude con l’espressione del Valore monetario di uno o più beni nonché con la firma ed il timbro professionale del perito (in Italia iscritto in ordini od albi professionali). Per strano che possa sembrare ogni singola stima è legata al soggetto estimatore, al tempo, allo scopo della stima, nonché al criterio di stima adottato. È molto più frequente di quanto si possa immaginare, trovare stime con valori sensibilmente diversi tra loro, riguardante lo stesso bene.

Per la ricerca del valore, quanto più vicino al reale e senza preferire l’una o l’altra parte (es.: domanda od offerta, acquirente o venditore) risulta fondamentale la figura del perito che, in base alla sua specifica preparazione professionale, potrà trovare tutti gli elementi indispensabili per una coerente valutazione che, nel tempo, soddisfa le parti in causa.

Quando il divario, tra due valori stimati, diventa tale da non permettere possibili intese in genere non si realizza lo scambio, ma quando il valore è richiesto dall’Autorità giudiziaria, si dovrà procedere ad un contenzioso; in tale caso interviene una figura peritale “neutra” il Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) il quale in termini semplici, ma altamente professionali, aiuta il giudice a prendere la giusta decisione, inerente alla valutazione più equa del bene.

Tra i metodi di stima è opportuno ricordare la “perizia di stima ai fini fiscali”, che ha come principale obiettivo quello di indicare un valore dell’immobile, attraverso semplici procedimenti analitici, oggetto di Leggi dello Stato.

Tale valore incide principalmente sull’imposizione fiscale del bene, nonché sull’opportunità – da parte di organi preposti – di valutare se risulta necessario procedere o meno a più dettagliati controlli o a verifiche di coerenza, riguardanti valori formalmente dichiarati.

Polizza

Documento rilasciato dal Prestatore all’atto della concessione del prestito.

Portatore

Soggetto che detiene il possesso della polizza all’atto del riscatto della cosa costituita in

pegno.

Prestatario

Colui che costituisce in pegno il bene per ottenere il finanziamento.

Prestatore

Colui che investe il proprio denaro in modo garantito da beni reali che riceve in pegno.

 

Riscatto

Consiste nel ritiro della cosa costituita in pegno a fronte della presentazione della polizza e

del pagamento di quanto dovuto alla Banca.

Stima

Valutazione del valore commerciale del bene effettuata dal perito del Prestatore.

Tasso di interesse nominale annuo (TAN)

Rapporto percentuale, calcolato su base annua, tra l’interesse (quale compenso del capitale

prestato) e il capitale prestato.

Tasso annuo effettivo globale (TAEG)

Indica il costo totale del finanziamento su base annua ed è espresso in percentuale

sull’ammontare del finanziamento concesso. Comprende il tasso nominale annuo, le spese

di custodia e altre spese connesse al finanziamento.

Tasso Effettivo Globale Medio (TEGM)

E’ il tasso di interesse oltre il quale il prestito è considerato usuraio. Viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale ogni tre mesi dal Ministero dell’Economia e delle Finanze come previsto dalla Legge.

Tassi d’interesse effettivi globali medi e tassi massimi ai fini dell’usura

(validi dall’1 aprile 2018 al 30 giugno 2018)

 

Tipo di finanziamento Importo Tasso medio (%) Tasso soglia (%)
Aperture di credito in conto corrente Fino a 5.000 euro 10,96 17,7
Oltre 5.000 euro 8,74 14,92
Scoperti senza affidamento Fino a 1.500 euro 15,9 23,875
Oltre 1.500 euro 14,73 22,4125
Anticipi e sconti Fino a 50.000 euro 7,32 13,15
da 50.000 euro a 200.000 euro 5,24 10,55
Oltre 200.000 3,27 8,0875
Crediti personali Per tutti gli importi 9,94 16,425
Altri finanziamenti alle famiglie e alle imprese Per tutti gli importi 10,18 16,725
Prestiti contro cessione del quinto stipendio e della pensione Fino a 15.000 euro 11,75 18,6875
Oltre a 15.000 euro 8,83 15,0375
Credito finalizzato Per tutti gli importi 9,36 15,7
Carte revolving Per tutti gli importi 16,14 24,14
Finanziamenti rateali con carte di credito Per tutti gli importi 12,21 19,2625
Mutui a tasso fisso Per tutti gli importi 2,77 7,6725
Mutui a tasso variabile Per tutti gli importi 2,41 7,04

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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