GARANZIE

Tutte le volte in cui un soggetto presta dei soldi a un altro soggetto o accetta che un proprio credito venga pagato a rate sorge il problema di ricevere garanzie sull’esatto adempimento dell’obbligazione futura: quando, infatti, l’esecuzione dei versamenti è spostata nel tempo, possono vacillare le certezze sulla puntualità del debitore, per cui un po’ di prudenza è sempre opportuna.

Proprio a tal fine la legge prevede una serie di strumenti a garanzia del creditore affinché questi possa trovare un accordo con il debitore che aiuti quest’ultimo a uscire dalla morosità e, nello stesso tempo, non rischiare di perdere il proprio diritto all’intera somma di denaro.

È quindi importante che il creditore, quando possibile, si faccia rilasciare garanzie diverse da quella costituita dal patrimonio del debitore; una delle garanzie convenzionali, concordate cioè tra creditore e debitore, che il debitore può offrire al creditore in caso di prestito o di dilazione di pagamento è rappresentata dal pegno, nella sostanza consiste nel rilasciare al creditore un bene in pegno.

In pratica, il debitore consegna un bene mobile al creditore con l’accordo che, qualora il pagamento non dovesse intervenire nelle modalità concordate, questi potrà vendere il bene e, col ricavato, soddisfare il proprio credito. L’eventuale surplus dovrà essere restituito al debitore.

Ecco perché il pegno viene definito un diritto reale (reale perché cade su una cosa ben determinata) di garanzia.

Con questo contratto il debitore, a garanzia del suo adempimento, consegna al creditore una cosa mobile (ad esempio, una collana preziosa), un’universalità di mobili (ad esempio, una collezione di medaglie, una raccolta di quadri), un titolo di credito (ad esempio, un’azione societaria). In caso di mancato adempimento del debitore, il creditore potrà ricorrere al giudice per far vendere la cosa data in pegno o per chiedere che venga assegnata a lui medesimo.

Il creditore non può appropriarsi del pegno senza un provvedimento del giudice e non può, senza l’autorizzazione del proprietario, usare la cosa data in pegno, a meno che l’uso non sia indispensabile per la conservazione.

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